La danza immobile


Danza immobile

Rifiutavo l’Obbligo Oscuro che qualcuno che io non avevo mai autorizzato aveva contratto in mio nome!

Millenni prima, un impostore, molti impostori, riuniti nel buio umidi di una caverna, sulla pelle strappata a una bestia ancora palpitante, aveva tatuato la sinistra scrittura dell’obbedienza. E sotto questo Dovere senza un Avere, sotto quell’obbligo valido di lì a migliaia di anni, di quella lettera di cambio accettata per l’eternità, avevano falsificato la mia firma.

Si io mi sarei ribellato! Avrei gettato via il coltello e avrei disperso la legna! Non avrei obbedito! Mai più avrei obbedito…!

E mi misi a correre sotto la pioggia gridando, come ottant’anni prima: “Concepción! Concepción!”.


La danza immobile, Manuel Scorza [Feltrinelli, 2007]