Ka


Sati

Pārvatī disse: “La tua bocca si avvicina a me come l’immanifesto che gode delle qualità. Allora io sento di fluire in te. Ma talvolta mi guardi come colui che vede donne leggere entrare in una casa deserta e non le sfiora. Non meno segreto, allora, è il nostro contatto. Quando non ci tocchiamo, è come se con le dita mi turassi le orecchie. Allora odo il suono che abita lo spazio all’interno del cuore: come un fiume, come una campanella, come la ruota di un carro, come il gracidare di una rana, come la pioggia, come la parola in un angolo riparato”.


Ka, Roberto Calasso [Adelphi, 1996]